Federico Galetto

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                  Sergio Gabriele

                  [...] Medesima contrizione visuale nella VideoMixingLive di Federico Galetto, e il suo mutismo sonoro che attraversava onirico quelle stesse pietre nelle quali erano rimaste incespicate, in eterno, le parole. Il suo percorso un’onda senza tempo che iniziava dalla presentazione asincrona di storie, persone, strutture e avvenimenti per giungere all’infinito reduce della poesia dell’anima perenne che toccava il cuore di coloro che rientrano, da un qualsiasi viaggio, compreso questo. Una mistica perfetta fatta di nostalgia svuotata e riproposta in un punto a caso, allenamento nel quale la Poesia costantemente si tiene. [...]

                  settembre 2011

                  Alessia Cervelli

                  Ombre fugaci rapiscono lo spettatore con le loro contorte gestualità; corpi tesi si assottigliano, scompaiono e ricompaiono al di sotto di schizzi improvvisi di colore, si fondono nel tutto per riappropriarsi poi dell'uno.
                  Le opere di Federico Galetto si animano di figure evanescenti colte in pose di estrema tensione; gesti arditi sui quali l'autore concentra l'attenzione, attenzione al dettaglio al più piccolo particolare che diviene tangibile nell'uso della tecnica mista, materica e bidimensionale allo stesso tempo. La realizzazione grafica risente delle attuali influenze artistiche giovanili, vicine all'espressione “street” ma nell'insieme se ne distacca per i contenuti che si incentrano sull'io umano e sull'introspezione.
                  Partendo, inizialmente, dal concetto pirandelliano dell'uno, nessuno, centomila, Federico Galetto, nella serie Spectrum, ultima nata dal suo estro creativo, si fa portavoce ed attento indagatore della parte complementare dell'io, da sempre nascosta e celata dalle sovrastrutture della ratio che, una volta persi gli impedimenti dell'autocontrollo, si libera mostrandosi nella sua forma più pura. I nostri spettri, le proiezioni “astrali” di noi stessi, appaiono all'uomo ancora non del tutto comprensibili, restando sagome scure, scontornate, che si muovono all'interno di indefinite superfici. L'esplosione di colore che accompagna, ed a volte sovrasta, i soggetti raffigurati, rappresenta simbolicamente la massima espressione emotiva umana, l'atto finale in cui la ragione si scinde dall'istinto, scomparendo nell'ultimo bagliore di lucidità.

                  febbraio 2010

                  Elena Privitera

                  La difficoltà del ricordo viene annullata e superata dalla ripetitività dell’immagine stessa riprodotta in vari attimi ed espressioni. Profili, occhi, accentuazioni di dettagli senza ri-percorrere la via del ritratto tradizionale; icone colorate, tra fondi e stoffe aggiunte, narrano della brevità della vita e delle contraddizioni dell’attualità.
                  Galetto (…un Proust rivisitato?) si interroga sul rapporto tra arte e tecnologia, la sua unica risposta per far convivere queste due forme espressive, è il sentimento: “la connessione” primaria di cui l’uomo dispone antropologicamente. Tele apparentemente veloci da consumare sono congelamenti d’istanti, di pixel e frame della vita. Il suo è un incantesimo che ci intrappola piacevolmente in un insieme di stili ed effetti direi speciali: dripping, collage, iconografia pop, colori pittura, tecnica quasi fotografica sgranata, stoffe incollate..

                  Ottobre 2009

                  Michele Bramante

                  Nell’era dei post che segnano la fine della narrazione, degli ideali, della storia, delle utopie della modernità, in una parola dell’uomo, l’individuo smarrito è intrappolato fra la nostalgia conservatrice verso un passato istituzionale e autorevole e un circuito frammentato di significanti che galleggiano senza aggancio su un magma confuso di significati. I ritratti di Galetto nascono nella condensazione momentanea di un gruppo di stili, raccolti da un individuo in una nuova era preistorica che ha dimenticato la cultura stanziale, che configura la memoria di soggetti una volta vivi. Il patchwork di dripping, collage, iconografia pop, figurazione e materialismo si contrae in ritratti nei quali l’artista tenta di far riemergere un carattere, una personalità, un sentimento e un’espressione. Galetto formula incantesimi medianici per mezzo del potere magico delle immagini, per far rivivere il cadavere dell’anima dell’uomo dall’ibernazione della fine della storia.

                  Settembre 2009

                  Beppe Palomba

                  Uno stile che va ben al di là delle classificazioni, la capacità di rendere il Mito, il Superuomo, semplice raffigurazione dell’Uomo, di riportare al quotidiano ciò che ne è lontano, con semplicità e classe insieme.

                  Settembre 2009

                  Angiola Maria Gili

                  Da autodidatta affronta una ricerca pittorica figurativa, elaborando una tecnica mista che egli sperimenta in modo del tutto personale. Procede per velature, giustapponendo inserti di tessuto o carta e poi aggiungendo il colore applicato a spray o pennello. Attinge dall'immaginario collettivo, carpendo personaggi del mondo dello spettacolo e umanizzando la loro dimensione di icona. I volti di Andy Warhol e Marilyn Monroe vanno a confondersi con uno sfondo decorativo a pattern, quasi un wallpaper. Sfumature, trasparenze ed elementi materici riportano sulla tela ansie, tormenti ed emozioni. I miti e gli eroi di sempre acquisiscono aspetti ambivalenti e diventano persone comuni.

                  Febbraio 2009