Spectrum, Spectri 10/22/2009
Il nucleo inviolabile della nostra essenza. Arrivare alla radice dei nostri stessi intenti sembra inaccessibile anche a quell'uno dei nessuno e centomila. Mi sento vuoto a volte, e muoio un pò. Lo spettro. La pancia. In fisica parlare di spettri vuol dire fare l'analisi in frequenza dell'intensità della luce. In pratica, rappresentare con tante barrette di dimensione diversa quanto sia intensa la radiazione in ciascuna banda di frequenza. E allora il mio pensiero è stato quello di fare l'analisi delle mie elaborazioni sotto questa chiave e sovrapporre il tutto all'immagine originale. Insomma, voglio passare dalla percezione visiva dell'oggetto al suo concepimento energetico. Il suo spettro, la sua pancia. E poi la relazione della caoticità dei sistemi. A livello microscopico, tutto perde un senso e diventa ronzare, ma più ci si allontata, più la visione dell'insieme torna ad essere comprensibile. L'eterno contrasto macro/micro che anche lui, come il resto, genera dissonanza, ma amalgama infondo, e cova. E lo spettro vibra. "Ventolin", il mio primo quadro realizzato con questo pensiero. Il primo spettro. CommentsLeave a Reply |
RSS Feed